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Ho amato Roberto Burioni quando ha iniziato la sua campagna a favore dei vaccini, e sono stato uno fra i suoi primi sostenitori. In questi giorni però ho dovuto rivedere il mio giudizio su questa persona. Ciò che mi ha fatto cambiare idea è il post che il dottor Burioni ha pubblicato mercoledì 29 agosto riguardo al virus del Nilo Occidentale:

Per carità, il post è in gran parte condivisibile, ma sulle disinfestazioni qualche precisazione mi sentivo di farla, perché sostenere che “gli insetticidi attualmente in uso sono innocui per l’uomo” è vero tanto quanto lo è sostenere che i vaccini sono pericolosi. Mi sono quindi permesso di fare un commento:

Per quanto riguarda le zanzare esistono infatti principalmente due tipi di disinfestazione:
– gli interventi larvicidi (quelli che nel commento ho definito come disinfestazione “mirata”), che si concentrano sui ristagni d’acqua in cui proliferano le larve di zanzara. Un tipo di disinfestazione con pochi effetti negativi sia sull’uomo che sull’ambiente, dato che viene usato poco disinfestante e solo dove serve, e che le possibilità per uomini e animali di entrarvi in contatto sono poche. Il problema è che questo tipo di controllo è più complesso e oneroso, presuppone un grande lavoro di prevenzione e la collaborazione dei cittadini, quindi molto spesso vengono preferiti gli interventi adulticidi;
– gli interventi adulticidi (ciò che ho definito “disinfestazione a tappeto”), ovvero rivolti alle zanzare adulte. Questo tipo di disinfestazione viene fatto sostanzialmente spargendo una nuvola di insetticida che uccide gran parte degli insetti che trova, nocivi o meno che siano.
Le sostanze utilizzate per questo secondo tipo di intervento non sono affatto innocue per l’uomo, come vorrebbe Burioni. Solo come esempio prendiamo un semplice insetticida di uso domestico, che si trova in molte case, e leggiamo cosa dice la sua scheda di sicurezza (per sinteticità riporto la tabella riassuntiva di pagina 9):

Non a caso vi dicono sempre, dopo aver spruzzato l’insetticida, di “Areare il locale prima di soggiornarvi”!

I prodotti usati per le disinfestazioni adulticide in esterno non sono molto diversi. Anzi, semmai, dovendo essere efficaci in ambienti non confinati come i locali di una casa, hanno una tossicità più marcata. Un panorama di questi prodotti ce lo da l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che nel 2015 ha pubblicato un interessante volumetto dal titolo “Impatto sugli ecosistemi e sugli esseri viventi delle sostanze sintetiche utilizzate nella profilassi antizanzara”. Il volumetto, oltre ad analizzare svariate sostanze usate per la disinfestazione ed i loro effetti nocivi sull’uomo, sugli animali e sull’ambiente, nella premessa recita quanto segue:

L’uso di insetticidi nebulizzati nell’ambiente dovrebbe essere un’opzione a cui ricorrere in via straordinaria e solo nel caso di una comprovata elevata densità di adulti in siti sensibili quali scuole, ospedali, strutture residenziali
protette, ecc. o in presenza di rischio epidemico.
Nella biosfera ogni anno sono liberate oltre 250.000.000 di tonnellate di prodotti organici di sintesi, tra cui 2.000.000 di tonnellate di pesticidi. In Italia si tratta di 175.000 tonnellate, cioè circa 3 kg a testa ogni anno. Solo una piccola parte di queste sostanze (circa lo 0,1%) raggiunge il bersaglio, il resto produce effetti dannosi sia per l’ambiente che per le persone:
– contaminazione e decesso di uccelli, pipistrelli e insetti predatori
– contaminazione di fiumi, laghi e mari
– alterazione delle catene trofiche di terra, acqua e atmosfera
– comparsa di residui tossici nei prodotti alimentari
– conseguenze sulla salute dei consumatori
– intossicazione degli esseri umani
– aumento delle resistenze degli organismi bersaglio e parallela scomparsa dei loro predatori naturali.
Nella bibliografia scientifica ci sono continue evidenze di eventi tossici legati all’uso di disinfestanti di differente natura. Queste sostanze chimiche, nate per liberare l’ambiente da parassiti, provocano la morte di moltissimi organismi fastidiosi per l’uomo, tuttavia la loro capacità selettiva nei confronti di organismi non-target non può essere totale e finiscono per alterare anche gravemente gli ecosistemi e la biodiversità. Nella loro azione è poi insita la possibilità di danni anche per l’uomo, che possono, a lungo andare, essere maggiori di quelli arrecati dalla situazione che si vuole sanare.

Cito anche una pubblicazione del Servizio Sanitario Regionale dell’Emilia-Romagna che grosso modo dice le stesse cose.

La risposta di Burioni però è stata abbastanza categorica:

A questo punto abbiamo un problema, perché se Burioni continua a sostenere che “le disinfestazioni non hanno alcun effetto negativo sulla salute umana, Ispra ha un parere ben diverso. Per carità, è vero che quel testo è stato pubblicato tre anni fa, ma non è che le cose nel settore antiparassitari si siano rivoluzionate dal 2015! Quindi uno dei due sbaglia. Ma sbaglierebbero in molti, dato che tutta la letteratura disponibile è sostanzialmente concorde con Ispra.

Vi è poi la questione degli altri animali, insetti e non, che vengono eliminati con le disinfestazioni “a tappeto”. Quando si fanno interventi non selettivi quello che succede è che non muoiono solo le zanzare, ma anche quegli insetti che sono i loro predatori naturali. Questo ha ripercussioni su tutto l’ambiente, perché se ci sono meno insetti ci saranno anche meno animali come uccelli e pipistrelli, che si nutrono di zanzare e che danno un grosso contributo al loro controllo. Quindi più io disinfesto, più cala il numero dei predatori delle zanzare, quindi avrò necessità di fare disinfestazioni più frequenti e più intense.

Vi sono poi le api e gli insetti affini come i bombi, che sono fondamentali non solo per il nostro ecosistema (uno potrebbe dire chissenefrega dell’ecosistema!) ma anche per la nostra sopravvivenza. Le api garantiscono l’impollinazione della maggior parte delle piante di cui ci nutriamo: niente api niente cibo!, a meno che qualcuno si metta il costume da apina e le sostituisca. Impossibile? Vi invito a guardare questo breve video se siete scettici!

Ora, sostenere che le api non ci sono in ambiente urbano, come fa Burioni, è discutibile. Se per ambiente urbano si intende solo il centro di città come Milano o Roma forse ce ne saranno poche (questo però accadeva a New York pochi giorni fa, ed è successo più volte anche a Milano), e se ci sono poche api ci saranno anche poche zanzare. Ma se per ambiente urbano intendiamo anche i paesi medio piccoli come quello in cui abito io, dove case e campagna si mescolano su tutto il territorio, di api ce ne sono eccome!

Nella mia risposta ho quindi citato sia il documento di Ispra che la questione api:

Non mi pare di essere stato sgarbato o offensivo in qualunque modo o superficiale, e mi aspettavo quindi una risposta, se non altro per educazione: se Burioni è così convinto di quello che dice avrà sicuramente degli studi che lo dimostrano, e mi aspettavo che li avrebbe menzionati. Purtroppo invece quello che è successo è ben diverso: i miei commenti sono scomparsi. Volendo credere ad un disguido (!!!) ho ripostato il tutto. E questa volta non solo i commenti sono scomparsi, ma sono anche stato bloccato, vedendomi così preclusa la possibilità di fare altri commenti.

Francamente, questo atteggiamento mi ha profondamente deluso. Stando al suo curriculum  Burioni non è un chimico, anche se sicuramente ha competenze a riguardo, ma che dubito possano essere specifiche all’interazione fra antiparassitari e organismi viventi. Quindi su che basi può sostenete che disinfestazioni ed insetticidi sono “ innocui per l’uomo”? In tutta la letteratura che ho consultato, sempre si fa menzione di precauzioni ed effetti negativi quando si parla di sostanze utilizzate per la profilassi antizanzara. L’atteggiamento di Burioni non mi è parso molto diverso da quello degli antivaccinisti che tanto contesta. Pretendere di basarsi sulla fiducia solo perchè lui si chiama Roberto Burioni lo trovo discutibile: questo modo di ragionare non è molto diverso da quello che ha portato Galileo sotto processo!

Badate bene, io non sono contrario alle disinfestazioni adulticide a prescindere, ma concordo appieno con Ispra quando dice che “L’uso di insetticidi nebulizzati nell’ambiente dovrebbe essere un’opzione a cui ricorrere in via straordinaria e solo nel caso di una comprovata elevata densità di adulti in siti sensibili quali scuole, ospedali, strutture residenziali protette, ecc. o in presenza di rischio epidemico”. Quindi bene utilizzarle nelle zone dove effettivamente è presente il virus del Nilo Occidentale, ma non in maniera indiscriminata. Burioni intendeva questo? Forse, ma poteva scriverlo!

Del resto gli stessi “OMS WNV fact sheets”, ovvero la pagina dedicata al virus del Nilo Occidentale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che Burioni cita come fonte del suo post, forniscono una visione leggermente diversa da quella che lui propone. L’Oms infatti consiglia di “ridurre il rischio di infezione nella gente” con l’uso di zanzariere, repellenti etc, e di contrastare la presenza di zanzare tramite lo “sviluppo di programmi di sorveglianza e controllo completi e integrati nelle zone in cui è presente il virus“. Secondo l’Oms “l‘accento dovrebbe essere posto su misure di controllo integrate che includano la riduzione delle fonti (con partecipazione della comunità), la gestione delle risorse idriche, i prodotti chimici e i metodi di controllo biologico”. Anche l’Oms quindi è cauta riguardo alle disinfestazioni “a tappeto”, e le integra in un più ampio concetto di “controllo del vettore” che comprende diverse opzioni di intervento.

Non so se Burioni leggerà mai queste parole, e anche se lo facesse dubito fortemente che si degnerebbe di rispondermi. Sentivo però di dover approfondire questo argomento proprio perché ne va della nostra salute.

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